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Da qualche anno a questa parte è sempre più facile imbattersi, tanto nei nostri contesti di vita quanto in contenuti web e varie altre sedi, in attività che si richiamano e si fregiano del termine di Pet Therapy, al punto da dare l’impressione di essere di fronte ad un vero e proprio nuovo TREND della cinofilia.

 

Occorre come prima cosa fare una storica, e se vogliamo noiosa precisazione:

Il termine Pet Therapy fu coniato nel 1962 da Boris Levinson, neuropsichiatra americano, che dopo aver osservato le interazioni positive tra il suo cane e alcuni pazienti iniziò a coinvolgere l’animale in modo sistematico nella relazione psicoterapeutica con i bambini.

 

 https://www.auboutdumuseau.com/blogueressources/tag/Boris+Levinson

 

Volendo restringere il campo al nostro Paese, potrete scoprire che per la prima volta siamo avanguardisti:

Non ci crederete ma siamo gli unici ad avere un Centro di Referenza nazionale con mandato ministeriale,

e non solo alla base ci sono lunghi anni di attività, sperimentazioni e teorizzazioni.

Nel 2002 nacque la Carta Modena, documento stilato per scongiurare ulteriori banalizzazioni e generalizzazioni che rischiavano

(come è successo e continua purtroppo ad accadere) solo di arrecare danni ai Pets e ai beneficiari degli interventi,

con essa si misero in luce i diritti degli utenti, e degli animali coinvolti negli interventi,

sottolineando l’importanza nel porre attenzione al benessere e alla sicurezza di entrambi.

Si posero le basi del lavoro d’ equipe, ed un forte fondamentale accento fu posto sulla dimensione della RELAZIONE.

Ulteriore accento venne poi ampliato dalle Linee Guida Nazionali del 2015 ( https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_276_allegato.pdf),  che delineno in maniera ancora più precisa:

  • lo standard del benessere dell’animale,
  • le figure professionali e relativa  formazione,
  • le tipologie di Interventi Assistiti con gli Animali–IAA ( il nuovo termine ad oggi in uso),
  • i protocolli operativi e standard di qualità.

Archiviata quindi la denominazione “Therapy”, che pure ritroviamo in una delle tipologie di IAA ovvero

le Terapie Assistite con gli Animali (TAA), troviamo un’estensione degli ambiti di applicazione che includono

e definiscono ora anche una dimensione Educativa (EAA)

e ludico-ricreativa (Attività Assistite con gli Animali-AAA).

Esattamente su quest’ultima vorremmo soffermarci perché è forse quella che tutt’oggi sta contribuendo a generare proprio le confusioni, banalizzazioni e generalizzazioni che si è cercato di arginare a partire dalla Carta Modena.

L’accezione “ludico” ci rimanda immediatamente ad una dimensione di leggerezza, disimpegno, spensieratezza…il che è in parte corretto, ma da lì a immaginare che non sia necessario un criterio, una preparazione e una progettualità il passo è breve.

Ci si trova purtroppo molto spesso di fronte ad attività improvvisate, ad animali e operatori non formati, e ad un’utenza che recepisce il tutto come una mera conoscenza e presenza dell’animale; dove bastano due carezze al cane, qualche lancio della pallina ed ecco fatto l’intervento.

Ecco allora che ci sentiamo in dovere di chiarire due punti:

1) tutto bellissimo e in qualche modo, anche se non utile, risulta almeno piacevole

(seppure non per tutti: occorrerebbe aprire ampi capitoli sulla possibilità non troppo remota di imbattersi in paure, rifiuti, chiusure da parte dei partecipanti.

E sulla necessità di accoglierle e gestirle da parte degli operatori);

2) la formazione non prevede un animale-soldatino alienato e passivo;

anzi bisognerebbe focalizzarsi sull’ importanza nel frequentare un percorso come https://www.facebook.com/nelmondodimaya/photos/pb.100063644826683.-2207520000/4984754578242194/?type=3&locale=it_IT

che mette in primo piano il benessere del Pet che deve SEMPRE trarre a propria volta beneficio e piacere dall’attività svolta,

deve essere contento di incontrare l’utenza e di collaborare con il proprio coadiutore e con il resto dell’equipe.

Solo la formazione e l’allenamento, consentono di valutare l’opportunità di coinvolgere un determinato soggetto in un percorso formativo e operativo  di IAA, gli eventuali punti di maggiore fragilità da accogliere e potenziare (utili anche nella sua vita e per il suo benessere di tutti i giorni e procedere poi lavorando sulle competenze, la pro socialità, la collaborazione e la motivazione all’attività.

Pertanto tutto ciò che: prescinde dalla formazione – costante e continua – di tutti i membri dell’equipe; non si focalizza sul benessere dell’animale e dell’utenza; non riconosce il valore della relazione; non prevede una minima progettualità realizzata in un percorso con un briciolo di coerenza; si riduce a incontri spot senza capo né coda né seguito alcuno.

Insomma tutto questo riguarda magari il piacere di stare/guardare/avere accanto un animale, e i relativi benefici sono comunque fuori discussione, ma semplicemente non è IAA.

E tutte le attività non strutturate possono risultare molto dannose oltre che per l’utenza  e per l’animale coinvolto, anche per i professionisti che invece seriamente e con coscienza svolgono il proprio lavoro nel settore.

Un ultimo inciso:

Accogliere un animale domestico nella propria famiglia NON E’ PET THERAPY anche se questo può comunque portare effetti positivi sul benessere psicofisico.

ora vi starete chiedendo : ” Perchè?”

Bhè….non si può chiedere ad un animale di lavorare h24, lui come ognuno di noi ha necessità di riposo e tranquillità,

Da non confondere il caso dei cani da assistenza.

Ma soprattutto occorre, non dimenticatelo, la giusta predisposizione, formazione e preparazione per l’animale

oltre la supervisione costante da parte di professionisti per tutelare l’animale stesso, le persone coinvolte, e la relazione che si crea.

Detto questo, un animale è e sarà sempre un importante compagno di vita.

Nulla ci toglierà il piacere e il benessere che si prova avendolo accanto, ma non bisogna confondere la vita quotidiana da un lavoro professionale.

Ed ecco perchè non smetteremo mai di gridare a gran voce che….

l’improvvisazione fa solo grandi danni !!!

ma Tutti insieme se adeguatamente informati abbiamo la possibilità di scegliere e agire diversamente!